“Gli altri sono altri da noi. La nostra ombra. Perché assorbono i nostri ri-sentimenti. (…) Così, quando escono dall’anonimato, quando li conosciamo, quando diamo loro un nome, un’identità, allora smettono di alimentare ri-sentimenti. (…) Il problema, semmai, è che c’è una distanza molto ampia fra l’esperienza e la rappresentazione”

— I. Diamanti